Canon EF 28-135mm f/3.5-5.6 IS USM

09 Ago 2011

© 2011 Gianni

Un buon compagno d’avventure
Ho comprato questo obiettivo come alternativa ai classici obiettivi che si comprano insieme al primo corpo macchina, consigliati (male) dai vari commessi, come il 18-55 (spesso in kit con il corpo) ed il 75-300mm. Infatti, nonostante coprano praticamente tutto il range comunemente utilizzato da un fotografo, si è sempre costretti al fastidio di cambiare continuamente obiettivo, specialmente nell’ambito dei ritratti quando la distanza dal soggetto può cambiare spesso. Facendo l’esempio della più comune festa di compleanno, si deve montare il 18-55 per la foto di gruppo ed il 75-300 per quella alle candeline, perché se la facessimo a 55mm ad un metro dal soggetto per riempire il fotogramma, la vicinanza del nostro amico farebbe risultare la foto distorta. Non vi è mai successo di avere ritratti coi nasoni, dove la testa sembra più larga delle spalle? Ecco, dipende dall’aver utilizzato un grandangolo per fare un ritratto.
Quindi, nonostante ci portiamo dietro due obiettivi, ci ritroviamo ad essere impacciati. Con un obiettivo come il 28-135 risolviamo gran parte dei nostri problemi, perché è vero che non si fanno le panoramiche come con il 18-55 e non contiamo i peli sul naso nei nostri ritratti a 6 metri di distanza, ma avremo modo di fare con un’ unica lente sia una figura intera a tre metri che un primo piano a due. Inoltre, lo stabilizzatore d’immagine Canon ci aiuta quando siamo costretti a scattare lentamente, ed è una spanna sopra a quelli di terze parti, come Sigma ecc… Infine, il motore di messa a fuoco USM garantice una velocità ed una precisione che non troverete mai negli obiettivi di fascia kit. Questo obiettivo, di fascia intermedia, ha poco da invidiare al fratello maggiore, il Canon EF 24-105mm f/4L IS USM: nitidezza, stabilizzatore e rapidità di messa a fuoco sono di poco inferiori. Poi è chiaro, sono inferiori. Il 24-105 è ovviamente migliore su tutta la linea ed è resistente ad acqua e polvere, ha lenti migliori, ecc… ma come dicevo la differenza sullo scatto “secco” non è abissale, specialmente per un fotografo che non ha ambizioni super professionali. E d’altra parte costa anche quasi il doppio.

Quindi perchè venderlo?

La decisione è stata sofferta e rimandata più di una volta, ma è arrivata con l’arrivo del nuovo corpo macchina, qualche mese fa: la EOS 5D Mark II. Principalmente il problema in cui si incorre con questa fotocamera sta nel fatto che, montando un sensore full-frame, sfrutta tutta la superficie della lente mostrandone qualche carenza ai bordi. Sulla 40D invece non ho mai riscontrato nessun tipo di decadenza qualitativa dal centro agli angoli del fotogramma.
Questo deriva dal fatto che il sensore full-frame, grande quasi il doppio rispetto a quello di praticamente tutte le altre fotocamere Canon EOS ad eccezione delle 1D, sfrutta tutta la superficie di ripresa dell’obiettivo che alla massima apertura (f/3.5 a 28mm e f/5.6 a 135mm), risulta essere poco nitido nella parte più esterna, superficie ignorata dalle fotocamere con sensori più piccoli (APS-C e APS-H) con le quali infatti è ottimo su tutta la foto. Il fastidio sui corpi come la 5D comunque si dissolve man mano che si chiude di qualche stop il diaframma (per esempio a f/8 è una lama) quindi può tranquillamente essere usato nelle condizioni di buona luce come all’aperto o in studio, ma diventa difficile usarlo nelle condizioni di luce scarsa, come dentro ad edifici o nelle chiese.

E quindi alla fine, mi sono deciso a venderlo per sostituirlo magari con il 24-105 f/4 L IS USM o con il 24-70 f/2.8 L USM.
E allora gli faccio qualche foto da allegare all’annuncio.
E dato che ci sono, glie ne faccio un po’ che non si sa mai…

GC

Canon EOS 40D/ Canon EOS 5D Mark II ~ Canon EF 17-40mm f/4 L USM, Canon EF 85mm f/1.8 USM ~ PhoShot Softbox ~ flash light

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